*Disclaimer: Si sconsiglia la lettura ai papà petrolieri.

Vorrei approfittare della ricorrenza di oggi, la festa del Papà, per ricordare come questo ruolo sia estremamente importante anche nelle cose di certo meno prioritarie.
Il weekend scorso la mia famiglia ed io eravamo nel centro del nostro paese. Il corso e le due piazze centrali, adiacenti allo stesso, sono esclusivamente pedonali. Ecco, quindi, che i bambini piccoli hanno modo di svagarsi con biciclette, tricicli, monopattini e… jeep elettriche. Già, elettriche. Normale, direte voi giustamente. Forse, però, un po’ tutti non abbiamo mai pensato come un giocattolo possa fare da esempio per la crescita di alcuni ideali nei nostri bambini. Certo, dipende da che età anno… ed è pur giusto che un bambino non debba pensare già a “cose da grandi”.

Fatto sta che il bambino di cinque anni che la stava guidando, forse attratto dai grandi occhioni azzurri della mia bambina (che di anni ne ha quattro), si ferma vicino a lei invitandola a salire per fare un giretto. La foto sopra lo testimonia. Il primo primo pensiero è stato “mia figlia è già stata abbordata, a quattro anni”. Il secondo pensiero, invece, si presenta a me qualche giorno dopo, facendomi riflettere.

Una mattina, infatti, accompagnando all’asilo mia figlia, ricordandosi l’entusiasmante giro in jeep elettrica di qualche giorno prima, in auto esclama:
Papà a me è piaciuto molto fare tanti giri con la macchinina elettrica“.
Ah si tesoro? Ti è piaciuto molto sì?
Sì, a me piace tanto la macchinina elettrica. Ne vorrei una anch’io“.

Fin qui nulla di strano, anzi: le è piaciuto molto fare un giro sulla macchinina, in compagnia del marpioncello, ovviamente non perchè elettrica ma evidentemente per il divertimento avuto girando velocemente per tutta la piazza. Ergo ne vorrebbe una anche lei.

Al che, essendo mia figlia molto intelligente e curiosa di ogni cosa (una volta ci ha chiesto cos’è la benzina e come si fa a metterla dentro alla macchina), decido di spiegarle cos’è una macchina elettrica e le differenze rispetto a “quelle che vanno a benzina”, spiegandole in particolar modo come le auto a benzina ci fanno del male, sporcando l’aria che respiriamo.
Al che lei mi dice:
Allora vorrei anch’io un’auto elettrica“.
Io di default ho pensato intendesse la jeep piccolina o qualcosa di simile, al che le ho risposto “Sì, così puoi fare anche tu tanti giri nella piazza come ha fatto il bambino, vero?”
No papà, la vorrei grande, grande come questa, una vera come la nostra“.

Come potete immaginare, per un appassionato di auto elettriche come me, la sua esclamazione mi ha sorpreso e soddisfatto non poco. Si dice spesso che i bambini siano innocenti, a volte anche ingenui… ma molto, davvero molto, incondizionati. Ciò significa che mia figlia, ancora libera da tanti mali che governano questo mondo, ha tratto una sua conclusione:
L’auto a benzina fa male —> allora voglio un’auto elettrica.

Pertanto, cari papà, come si fa ad inizio anno, in questa nostra festa fate il buono proposito di insegnare alcuni concetti importanti ai vostri figli, con la certezza che certi ragionamenti siano talmente semplici proprio per essere assimilati in primis dai bambini.
Ovviamente la questione non è tanto quella di insegnare l’auto elettrica in particolare a tutti i costi (immagino che qualcuno di voi potrebbe pensare di insegnare e parlare dei proprio figli dell’auto ad aria, quella a idrogeno, quella a Canapa… (no, quella a Canapa spero di no!).
L’importante è insegnare loro come possano esserci delle alternative valida… ma soprattutto come una alternativa vada ricercata!

E’ vero, magari fra una settimana o fra un mese si sarà dimenticata tutto, presa dalle mille e più cose divertenti che un bambino, giustamente, ha e deve avere in testa. Tuttavia ritengo che sia giusto e utile iniziare già a questa età nello spiegare loro determinate cose estremamente semplici e al contempo utili. E voi, cosa ne pensate?